Spacciavano droga tra Catanzaro e Cropani

Aprile 16, 2009

Le sette persone indagate per spaccio di stupefacenti, destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catanzaro, ed eseguita all’alba di oggi dalla Guardia di Finanza, sono: Armando Fiorentino, 22 anni, di Catanzaro; Marco Spallino, 30 anni, nato a San Giorgio a Cremano (Na) ma residente a Catanzaro; Claudio Francesco Chiaravalloti, 21 anni, di Catanzaro; Andrea Forte, 22 anni, nato a Roma ma residente a Catanzaro; Carlo Alberto Borromeo, alias ‘Charly’, 21 anni, nato a Bologna ma residente a Catanzaro; Stefano Spiridetti, alias ‘il Negro’, 29 anni, di Catanzaro; Giuseppe Rotundo, 29 anni, di Catanzaro.

Per altre quattro persone indagate il gip di Catanzaro, Camillo Falvo, non ha concesso i provvedimenti cautelari richiesti: si tratta di due donne e due uomini, tutti del catanzarese, rispettivamente di 23 e 33 anni le prime, e 28 e 34 anni i secondi.

In altri casi, invece, il contenuto delle intercettazioni non è stato ritenuto sufficiente, ed infatti nonostante la richiesta di misure cautelari fosse stata avanzata per 11 persone, il gip ha concesso il provvedimento di custodia in carcere solo per 7 di loro.

‘Vi sono tutta una serie di ipotesi in contestazione – evidenzia il gip – per le quali, sebbene i termini delle conversazioni si mostrano altamente indizianti, soprattutto perché si inseriscono in un unico modus operandi, tuttavia, ad avviso dello scrivente, l’estrema laconicità e genericità dei contenuti dei colloqui e, soprattutto, la possibilità che essi si possano prestare ad interpretazioni alternative, non consente di ritenere integrato il necessario quadro di gravità indiziaria utile all’emissione della misura richiesta’.

Fonte:
http://www.giornaledicalabria.it/index.php?categoria=HOMEPAGE&id=64910&action=mostra_primopiano

Honda Jual Tim Balapnya Hanya ‘ Satu Pound’

Aprile 16, 2009

Hal itu dilakukan guna menyelamatkan tim tersebut agar dapat tetap tampil di ajang balapan mobil paling mahal di dunia ini.

Tampaknya selain diuntungkan dengan harga yang sangat murah, Brawn berhasil juga membesut tim balap barunya itu menjuarai dua seri pembuka Grand prix Formula satu di Australia dan Malaysia melalui pembalapnya, Jenson Button.

Peluang Brawn GP mengulang sukses cukup besar pada GP di Cina, 19 April mendatang, apalagi Barrichello pernah mencatat rekor pole position tercepat ketika bersama Ferrari tahun 2004.

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Fonte:
http://www.republika.co.id/berita/43467

Namibia Le mani della Repubblica Popolare anche sul ricco mercato dell’avorio

Novembre 3, 2008

Dopo il petrolio, il legname e i minerali, Pechino si prepara a conquistare anche il monopolio dell’avorio africano. Il primo passo è stato l’acquisto, assieme al Giappone, di sette tonnellate di avorio messe all’asta dalla Namibia. Nei prossimi giorni Pechino e Tokyo si daranno battaglia per l’acquisizione di altre partite, per un totale di oltre cento tonnellate di zanne d’elefante, che verranno battute in Botswana, in Zimbabwe e Sud Africa. Si tratta di una vendita eccezionale: l’avorio venduto proviene da stock governativi e quindi da zanne di elefanti morti naturalmente o in abbattimenti selettivi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302998

«Sputa la gomma!». La scuola tra burocrazia e aspiranti bulli

Ottobre 10, 2008

La scuola e i suoi problemi. Un tema attualissimo quello scelto da Pierpaolo Palladino per la sua commedia Sputa la Gomma! Il teatro va a scuola, in scena al teatro dell’Orologio, sala Artaud, fino al 19 ottobre. «Questo testo – spiega l’autore – è nato da un’urgenza: scrivere della mia esperienza di animatore teatrale nelle scuole pubbliche italiane, testimoniare di un mondo gestito da presidi avviliti da circolari che cambiano ogni anno e impelagati da problemi burocratici e amministrativi più che da quelli didattici. Ho voluto raccontare di una scuola di periferia, dove i ragazzi sono irrequieti e a rischio di bullismo e i professori impreparati a contenerli, spesso resi poco autorevoli dagli avvicendamenti e dalle rotazioni annuali, che gli impediscono di approfondire il rapporto con gli alunni e di dare continuità ai progetti iniziati. Ho cercato così di dare il mio contributo ad un problema complesso, qual è oggi la scuola pubblica, istituzione in crisi e specchio di un paese in difficoltà». Essenziale la trama, che induce a riflettere: un attore trentenne in crisi professionale trova lavoro in una scuola media di borgata per realizzare un laboratorio di teatro finalizzato all’integrazione fra alunni normodotati e con disabilità. Si tratta di ragazzi di periferia, spesso a rischio bullismo, con famiglie difficili alle spalle e che nutrono una massiccia diffidenza nei riguardi delle istituzioni. Così Lorenzo, il protagonista, si trova a dover affrontare una difficile percorso lottando con le sue paure e anche con la difficoltà di creare un codice di comunicazione con i ragazzi per coinvolgerli nell’iniziativa teatrale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297068

Carlo Croce al timone della vela italiana

Ottobre 10, 2008

Carlo Croce, presidente dello Yacht club italiano, ha accettato la candidatura alla presidenza della Federazione italiana vela per il quadriennio 2009-2012. «Mi fa piacere – ha dichiarato il numero uno del sodalizio genovese – affrontare un impegno così importante per il futuro di questo sport. Ho sempre creduto in una vela moderna e trasparente, con uno stretto rapporto, attivo e dinamico, con tutte le componenti del movimento: tesserati, circoli, zone, giudici e tecnici. Questo è il mio obiettivo, che si unisce alla volontà di un avvicinamento ai giovani». Croce, nato a Genova nel 1945, ha disputato due olimpiadi nella classe «Flying Dutchman». Ha conquistato la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 1974 ed è arrivato quinto nel campionato del mondo Fd nel 1975. È sua l`iniziativa di dare vita, insieme alla Marina militare, al progetto di «Nave Italia» per i disabili.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297078

Come si elegge il presidente degli Stati Uniti

Ottobre 3, 2008

Negli Stati Uniti si vota, ogni quattro anni, il martedì successivo al primo lunedì di novembre nel cosiddetto “Election day”. In molti Stati le elezioni si aprono in anticipo di alcune settimane per permettere il voto, per posta, anche agli assenti. Il presidente eletto entra in carica il 20 gennaio successivo. Tecnicamente l’elezione viene effettuata con un metodo indiretto ciò vuol dire che i cittadini non scelgono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori che compongono il “Collegio elettorale”. Ogni Stato ha un certo numero di grandi elettori pari ai deputati e ai senatori attribuiti a quel medesimo stato. Il conteggio dei voti, trasmesso al Senato, determina la vittoria finale.

Sistemi di voto Il voto è gestito dai consigli elettorali locali – con modalità e regole diverse Stato per Stato – che garantiscono lo svolgimento dell’elezione impedendo brogli. Anche se le polemiche non mancano mai. Clamorose quelle del 2000 quando la proclamazione del vincitore venne rinviata di alcune settimane perché nello stato della Florida, in quel caso determinante per il risultato finale, i voti vennero ricontati a mano – con numerosi ricorsi, fino alla Corte Suprema di Washington – per il malfunzionamento di alcune macchinette punzonatrici utilizzate per votare.

Chi può essere eletto alla Casa Bianca
La Costituzione prevede tre requisiti per poter diventare presidente degli Stati Uniti: essere cittadino americano, aver compiuto 35 anni di età, risiedere negli Stati Uniti da almeno 14 anni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295376

Per fare lo storico ci vuole la patente?

Ottobre 3, 2008

È una brutta espressione l’«igiene culturale» di cui parla Sergio Luzzatto nel suo Sangue d’Italia (ed. manifestolibri): ripropone la terminologia ipocrita e virtuosa di tutti i censori, in tutte le stagioni. Si tratta di ripulire gli angolini dalla sporcizia che vi si è annidata: e la sporcizia consiste nel lavoro di divulgazione storica compiuto da sfrontati giornalisti. Il Luzzatto-pensiero è ben sintetizzato nella premessa al volumetto, che raccoglie articoli pubblicati prevalentemente sul Corriere della Sera. L’autore esordisce deplorando la «concorrenza sleale» che i dilettanti di storia fanno agli storici veri, e prosegue: «In una situazione del genere, io credo che gli storici di mestiere… devono svolgere un’azione – per così dire – di igiene culturale… Un falso medico che abusi del titolo per esercitare la medicina è passibile di azione legale per millantato credito, e in ogni caso viene additato pubblicamente come un ciarlatano. Perché un falso storico che abusi del titolo per discettare sul passato dovrebbe meritare un trattamento differente?».

L’interrogativo è inquietante per tutti i divulgatori di storia: vil razza dannata alla quale mi onoro d’appartenere, per saggi a due mani e per tredici testi a quattro mani nella storia d’Italia montanelliana. Dunque sarei anch’io un ciarlatano. Mi chiedo quali autorità accademiche avessero conferito a Erodoto, a Svetonio, a Tito Livio, a Machiavelli, a Guicciardini (e ancora, per risalire fino ai nostri tempi), a Winston Churchill il diritto di narrare e commentare eventi trascorsi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295217

Il “benvenuto” ai turisti: a Malpensa 20 dollari valgono solo 5 euro

Ottobre 3, 2008

Se in cambio di cento dollari vi restituiscono 47 euro e 70 cent, che pensate? A un errore. Già, uno sbaglio perché, calcolatrice alla mano, cento dollari equivalgono a 72 euro e rotti. Certo, l’agenzia di cambio valute applica giustamente una commissione per il servizio e, quindi, bisognerebbe togliere qualche altro euro. Ma tra 72 e 47,70 c’è una differenza pari a 24 euro virgola 30. E, allora, non resta che chiedere spiegazione.
Ma, sorpresa, non si commettono errori all’agenzia di cambio valute della Maccorp Italiana Spa che si trova al Terminal 1 dello scalo di Malpensa. «Legga bene, please: il servizio applicato è del 17,90 per cento che va sommato a quello fisso di 4,90 euro.Dunque, cento dollari equivalgono a euro 47,70».

Tutto regolare, i conti tornano secondo la Maccorp Italiana: «Arrivederci e grazie».
Stupefacente, avete letto bene: per cambiare 100 dollari applicano il 17,90 per cento di spese di servizio. Che, giusto per dare un valore assoluto, significa in vecchio conio qualcosa come trentacinquemila lire. Niente male, davvero: per un’operazione di cambio valuta della durata di due-minuti-due si incassano trentacinquemila vecchie lire. Tasse di servizio davvero di troppo e che, senza forse, non sono il miglior benvenuto per i turisti che sbarcano a Malpensa: ventitré milioni e più di passeggeri che, purtroppo per loro, ad ogni cambio di valuta si trovano spennati.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295362

L’ultima di Brunetta: on line curriculum chirurghi

Settembre 19, 2008

Nuova crociata del ministro Brunetta. Questa volta ce l’ha con i medici chirurghi, che per lui sono come lo yogurt. «Dall’anno prossimo – ha detto – vorrei che fossero pubblicati i curricula dei chirurghi in modo tale che se io devo farmi operare debbo poter sapere se quel chirurgo che mi deve operare è un macellaio o è un genio oppure una persona efficiente di qualità». Insomma, come per «lo yogurt, il succo di frutta, o l’ultimo telefonino», Brunetta vuol conoscere ingredienti ed istruzioni per l’uso anche di chi ha un bisturi in mano. Vuole sapere «quanti ne ha ammazzati o quanti ne ha salvati», come se questo fosse scritto in un curriculum.Tra chi ogni giorno è in sala operatoria si è scatenata la rivolta. Non tanto per l’esigenza di professionalità e trasparenza che tutti condividono, ma per i modi spicci e offensivi. E soprattutto perché quella di leggere un curriculum non è una soluzione. Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, «le affermazioni del ministro Brunetta, che partendo da una condiviso obbiettivo di informazione ai cittadini e di valutazione, getta fango sui chirurghi italiani, non servono, se non alla propaganda politica, alzano solo polveroni e gettano allarme e discredito contro medici e chirurghi, quotidianamente impegnati ad operare negli ospedali».Ma non è tutto: Brunetta va all’attacco dei chirurghi «macellai», ma è stato proprio il suo governo, nella manovra triennale, a lui a eliminare due articoli a tutela dei riposi nei turni di lavoro: in parole povere, dopo un turno di 12 ore di lavoro magari notturno, il riposo per i medici non sarà più garantito e il medico può essere chiamato in servizio, un «rischio in termini di sicurezza sia per i medici che per i pazienti», come avvertivano i sindacati annunciando il loro autunno caldo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79083

Crisi dei subprime, bancarotta per Lehman Brothers

Settembre 19, 2008

Lehman Brothers getta la spugna e dichiara fallimento: dopo un fine settimana di febbrili trattative, in cui sembrava profilarsi una via d’uscita per la più piccola delle banche d’affari statunitensi, la situazione è precipitata con l’abbandono delle trattative da parte di Bank of America prima e di Barclays poi. La richiesta di fallimento – ha comunicato la società – sarà presentata presso la Us Bankruptcy Court nel distretto meridionale di New York e riguarderà la sola holding, non le sue sussidiarie. Lehman, sotto la guida dell’amministratore delegato Richard Dick Fuld, continuerà nel frattempo a esplorare le possibilità per la vendita delle operazioni di broker-dealer e continuerà a trattare la cessione della divisione dell’asset-management. Fuld, scampato alla crisi di Ltcm, finisce così per soccombere alla crisi subprime che, iniziata poco più di un anno fa, non accenna a mollare la presa. Una crisi in cui Lehman Brothers può vantarsi di una magra consolazione, quella di essere il primo grande nome di Wall Street a fallire. Bear Stearns si era trovata in marzo in una situazione simile ma le autorità americane avevano messo a punto un salvataggio ad hoc consegnandola nelle mani di JpMorgan. Sempre le autorità sono intervenute appena sette giorni fa per salvare, questa volta tramite il commissariamento, Fannie Mae e Freddie Mac. Ma a Lehman le autorità hanno chiuso la porta e, nonostante l’aiuto offerto nelle trattative e nel superare le difficoltà, hanno rifiutato di utilizzare denaro pubblico per salvare un’altra banca in crisi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79003